Recensione: Anastacia – Evolution

Evolution è il settimo album in studio di Anastacia, seguito di Resurrection del 2014.

Sono ormai passati 13 anni dall’eponimo album, quello di Left Outside Alone. Allora fu una vera evoluzione, dal soul/r&b dei primi due album passò a quello che all’epoca definirono “Sprock”, un mix di soul, pop e rock. Fu anche l’album più inspirato, sofferto, sentito.

Il mezzo passo falso fatto con Heavy Rotation segnò il declino in termini di vendite.

Anastacia non si è mai arresa, sia nella vita privata che sul palco.

Resurrection nacque da un contesto personale molto simile dal terzo fortunato disco, il primo singolo Stupid Little Things ne è un chiaro esempio.

Come suona allora questo nuovo album, Evolution?

Il titolo non poteva essere più azzeccato, è una evoluzione naturale dal precedente disco. Gioca di più con i suoni, mix di pop, soul, rock ed elettronica, ma questa volta, a differenza di Heavy Rotation, Anastacia non perde la sua personalità.

A pezzi energetici come Caught in the middle (primo singolo), Reckless e Higher Livin’ si alternano ballate come My Everything. Boxer è invece il pezzo ci rimanda più agli anni d’oro.

La scrittura è riconoscibile, la voce è sempre potente e unica. Come tanti altri artisti, ha il suo zoccolo duro di fan e porta il suo repertorio in giro per il mondo. Evolution non sarà il suo migliore album, ma è onesto, diretto e 100% Anastacia.

Tracklist e audio

 

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