Recensione: L’Aura – Il Contrario dell’Amore

A sette anni dall’EP Sei come me, L’Aura torna con il nuovo album Il Contrario dell’Amore.

L’Aura mi colpì molto già da quando radio e tv trasmettevano il singolo d’esordio Radio Star, ben 12 anni fa!

Il percorso della cantante bresciana non è stato per nulla semplice e i grandi risultati nelle classifiche non sono mai arrivati.
Non saprei dire perché. Forse perché ricorda troppo Elisa, sia nella vocalità sia nei lineamenti. Forse perché spesso la si confonde con Laura Pausini.

Sta di fatto che musicalmente i primi due album erano di grande qualità, ma probabilmente poco appetibili per il grande pubblico.
Saranno state queste le ragioni che hanno portato alla realizzazione di Sei come me, vano tentativo di avvicinare L’Aura ad un target più adolescenziale, culminato in quella disastrosa cover di Total Eclipse of the Heart cantata con Nek. Per carità in quel caso arrivò persino il disco di platino, ma quell’album non era lontanamente paragonabile ai precedenti. Pezzi banali che lei stessa ha cantato e interpretato con poca convinzione.

Anni dopo e archiviato quel tonfo, arriva I’m an Alcoholic ed io sono saltato di giuoia!

L’Aura ha riscoperto le proprie radici musicali, portando finalmente quel pizzico di orecchiabilità che forse mancava nelle canzoni degli esordi.

Si ispira contemporaneamente alla musica degli anni ’60, ’70 e ’90. Salta volutamente gli anni ’80, andando completamente in controtendenza alle mode degli ultimi mesi.

Poche settimane fa il rilascio di La Meccanica del Cuore, perfetto pezzo in linea con questo concept. Mi ha ricordato molto l’Annalisa degli esordi ma ovviamente più matura.

Con questi presupposti ho voluto subito ascoltare  Il Contrario dell’Amore e devo dire che non tradisce per nulla le aspettative.

Le canzoni si lasciano ascoltare con grande piacere, sono ben scritte e suonate.

Cose così  e L’amore resta se c’è una fine sono chiaramente pezzi figli degli anni ’90, ballatone classiche che quasi riportano agli anni in cui i vari Ramazzotti, Giorgia e Pausini iniziarono a conquistare le classifiche italiane e non.

C’è anche spazio per testi crudi e diretti, come ne Il pane e vino, dove nel ritornello canta in maniera schietta: “io preferivo il vino e tu scoparti altra gente”.

Unfair riporta ai tempi d’oro di  Alanis Morissette mentre con The Bad Side sembra riascoltare di nuovo la L’Aura dei tempi di Demian.

Il Contrario dell’Amore è un album complesso e ricco che davvero merita di essere ascoltato e apprezzato. In bocca al lupo.

 

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