Jovanotti – Oh, Vita! Recensione e Audio del nuovo album

Oh, Vita! è l’ultimo album di Jovanotti, anticipato dall’omonimo singolo e prodotto dal gigante della produzione Rick Rubin.

Posso dire senza problemi che il nuovo album di Jovanotti è l’ultima grande uscita di quest’anno dopo i Negramaro e Cremonini.

Per certi versi questi tre album hanno in comune il fatto che si distanziano nettamente dalle proposte del pop contemporaneo.

Jovanotti non si affida più a Canova per la produzione ma sbandiera ai quattro venti con fierezza di avere Rick Rubin in cabina.

Il cambiamento è palese già dal primo singolo, rap su base molto asciutta che ricorda un po’ le canzoni anni novanta. Niente rivoluzioni o sperimentazioni sonore ma un solido pezzo che piace ma non decolla.
Prima ballatona già al secondo pezzo, Sbagliato, recital cantato su chitarra acustica. Non si accelera nemmeno con Chiaro di Luna, figlia delle ballate strappalacrime del passato.

Si cambia registro con la quarta canzone, dove i fiati aprono il pezzo In Italia.
Ora, io non amo particolarmente le canzoni che parlano del nostro paese a meno che non offra nuovi spunti. Non è questo il caso, anzi.
La canzone è un funky con un vocoder pacchianissimo e fastidiosissimo. Il testo è imbarazzante che ti fa rimpiangere Toto Cutugno e francamente nessuno lo massacra semplicemente perché si tratta di Jovanotti.
Insomma non è tanto meglio di questi tre:italiaamoremiopupo

La tamarraggine che sembrava abbandonata in questo disco torna prepotente ne Le Canzoni, in fondo il singolo estivo ci vuole.

Viva La Libertà torna sui suoni acustici accompagnati da coretti ed è un palese tentativo di arruffianarsi gli hipster che amano i Mumford & Sons o i Lumineers.

Il mood minimal si manifesta più o meno in tutto il disco fatte poche altre eccezioni. In SBAM! mescola reggae e dubstep, ma ci aveva già provato Madonna (con Bitch!I Am Madonna) e non è che il risultato sia tanto meglio.

Amoremio sembra un tentativo di fare un po’ Frank Ocean un po’ James Blake in salsa tricolore.
Conclude Fame, che boh sembra un riciclo di (Tanto)3.

Tirando le somme, questo disco di Jovanotti non mi convince molto. Mi piaceva l’idea del disco acustico, maturo e asciutto e le canzoni che seguono questo filone sono le migliori. Le canzoni che si distaccano dallo schema sembrano tentativi di copiare artisti comunemente ritenuti cool ma mancano di originalità e a volte cadono nel ridicolo.

 

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