THEGIORNALISTI – Felicità Puttana: Recensione|Audio|Video|Testo

Rieccoci qui, ben trovati e mi verrebbe da dire


La tragedia musicale della scorsa estate sembra volersi ripetere.

Ogni anno ci sono i tormentoni, che molte volte ti tormentano e ti portano all’esasperazione.
Fra i tanti, ce n’è stato uno che mi ha proprio ucciso dentro, succhiato l’anima come un dissennatore e fatto perdere ogni speranza nella musica pop contemporanea.


Non sto parlando di Despacito, o una delle mille canzoni di Enrique Iglesias, Baby K o Giusy Ferreri.
Bensì sto parlando di Riccione, “canzone” che quando la sento nominare o viene passata in radio, mi provoca un brivido dentro, seguito da attacchi di ira funesta.

Se speravate che Tommaso Paradiso e soci avessero smesso con i tormentoni, vi sbagliavate di grosso. Si ripetono e tentano di bissare il successo a fare di peggio.

 

A partire dalla copertina, si capisce che i riferimenti sono palesemente gli anni ottanta.
Lascerebbe sperare una bella virata verso la retro-wave, ma invece i sintetizzatori sono troppo patinati e radio-friendly.
I fiati di sottofondo sembrano una versione tarocca della famosa colonna sonora di Rocky e sembrano messi lì per caso.

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Il testo… Il testo. Discutibile ad essere buoni. Leggetelo da voi, io mi rifiuto di citarne qualsiasi estratto senza avere una crisi di nervi.

Se siete già capitati qui, sapete benissimo che non sono contro le canzoni usa e getta, anzi sono amante del trash.
Sta cosa non rientra nemmeno in questa categoria. È una cafonata bella e buona, fatta per scalare le classifiche, più scadente del pesce surgelato dei discount.

Vi avevo riaperto le braccia con l’ultimo singolo, ma no, questa non ve la perdono.

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Testo

Il cartello di Cali è un bordello
Meglio il traffico delle vacanze
Quelle code infinite di macchine
Che si vedono al telegiornale
Mi mettono di buon umore
Come gli stabilimenti balneari
E il cielo quando è tutto azzurro
E il cielo quando è tutto azzurro

E l’aria che sa di mare
E tutti ci vogliamo nuotare
E tutti ci vogliamo nuotare
E il sole che ci fa bene
Alla pelle, agli occhi, alle ossa
E non ci fa pensare

Ti mando un vocale
Di dieci minuti
Soltanto per dirti
Quanto sono felice
Ma quanto è puttana
Questa felicità
Che dura un minuto
Ma che botta ci dà

Ma che bello sudare d’estate
Ai matrimoni, all’ufficio postale
Alla festa del santo patrono
Quando il volante non si può toccare
Mi mette di buon umore
Come il vento sotto la maglietta
E la birra che si scalda in fretta
E la birra che si scalda in fretta

E l’aria che sa di sale
E tutti ci vogliamo baciare
E tutti ci vogliamo baciare
E il sole che ci fa bene
Alla pelle, agli occhi, alle ossa
E non ci fa pensare

Ti mando un vocale
Di dieci minuti
Soltanto per dirti
Quanto sono felice
Ma quanto è puttana
Questa felicità
Che dura un minuto
Ma che botta ci dà
Ma che botta ci dà
Ma che botta ci dà
Ma che botta
Ma che botta ci dà

Destro, sinistro, ritmo, ritmo
Arriva la parte che preferisco
Il viola e l’arancio sopra le teste
Il corpo che si scioglie col bianco

Ma quanto è puttana
Questa felicità
Che dura un minuto
Ma che botta ci dà
Ma che botta ci dà
Ma che botta ci dà
Ma che botta
Ma che botta ci dà

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